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Falesia Via Mala a Colere, nuova attrattiva per i climbers

Pubblicato il 17 aprile 2018 Categoria:

Colere location di sport tutto l’anno. È in questa direzione che pare procedere la serie di interventi e attività che nel periodo più recente sta caratterizzando la località turistica della Val di Scalve: non più solo meta di turismo invernale per la presenza di impianti sciistici, ma durante tutte le stagioni, in particolare per sportivi e amanti di trekking, arrampicata e attività connesse alla natura. Ubicato ai piedi della Presolana, l’antico borgo vede infatti sul suo territorio la presenza di una importante attrattiva: la Via Mala.

Proprio nelle giornate del 21 e 22 aprile, verrà inaugurata la nuova falesia Via Mala: oltre 120 le vie percorribili e immerse nell’ambiente selvaggio tra Val di Scalve e Valcamonica, per oltre un km e mezzo di falesia. La due giorni comprenderà arrampicate collettive con la presenza di climbers del calibro di Pietro Radassao, Luca Bana e Bernardo Rivarossi; show di slackline con l’atleta Mich Kemeter; proiezioni ed intrattenimento.
Nasce così un nuovo punto di ritrovo per tutti gli appassionati dell’arrampicata sportiva, destinato a fungere da ulteriore richiamo per il turismo sportivo della zona oltre all’ampia presenza attuale in località vicine di vie e falesie.

Procedono inoltre, nei mesi più recenti, anche i lunghi lavori di valorizzazione della Via Mala come risorsa rivolta agli amanti del trekking e della scoperta.
Una delle arterie montane più spettacolari e panoramiche d’Europa, scrigno di risorse naturali incontaminate e custode di un patrimonio architettonico e storico di alto valore, la Via Mala consiste in una vecchia strada provinciale, la ex SS 294, che attraversa i comuni di Angolo Terme, Azzone, Colere, Vilminore e Schilpario, aprendo il passaggio al Parco delle Orobie.

La strada, risalente al 1861, è ubicata in una forra di origine glaciale molto profonda e stretta, incisa nei secoli dallo scorrere del fiume Dezzo. Rappresenta inoltre un eccezionale esempio per modalità di costruzione, con tratti coraggiosamente scavati nella roccia, e panoramici dai quali apprezzare la valle in tutta la sua grandiosa spazialità, esaltando la presenza di orridi e marmitte.

Il progetto per la sua riqualificazione – dopo la chiusura di alcuni tratti per la venuta meno di requisiti base di sicurezza – è stato sostenuto dalla Comunità Montana di Scalve, con il contributo di Regione Lombardia e Provincia di Bergamo. La rivalutazione è stata effettuata creando strutture volte alla valorizzazione di diversi punti panoramici, esaltando così una tra le più vaste aree protette della Lombardia, nonché caratterizzata da elementi storico-culturali di pregio, quali graffiti rupestri, sentieri e antiche miniere: un vero museo a cielo aperto in cui vivere sia la scoperta di sezioni geologiche che raccontano l’evoluzione del tempo, quanto esperienze emozionali uniche. In particolare, ne sono esempio un balcone panoramico di 5,5 m a sbalzo nel vuoto e un’area nota come “luogo di arcobaleni”, ai piedi della Cascata del Travertino, una emergenza geologica unica nel suo genere.

Insomma, una sommatoria di possibilità sportive che non fanno che accrescere il valore di questa località, divenuta luogo sempre più ideale, negli ultimi anni, di amanti della montagna e dello sport in cerca di una seconda casa immersa nella natura e nella quiete.