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Funghi: è di nuovo stagione nelle Valli Bergamasche

Pubblicato il 24 agosto 2018 Categoria:

Il profumo è nell’aria: è ora di andare a caccia di funghi!
L’autunno porta con sé la voglia di praticare un hobby all’aria aperta. La raccolta dei funghi è un’attività che richiede abilità e conoscenza dei luoghi, tanta passione, occhio e un pizzico di fortuna. I cercatori più esperti conoscono le fungaie come le loro tasche, ma non rendono facilmente noti i luoghi dove andare a cercar funghi, naturalmente: per questo, vogliamo darvi noi qualche dritta.

La provincia di Bergamo, in particolare, con una superficie di 114.270 ettari di bosco, offre una vasta area per la raccolta, quasi metà dell’intero territorio provinciale. Le valli bagnate dal Serio e dal Brembo ospitano infatti ogni anno un grande numero di cercatori.

Le Vallate Brembane, ricche di acque, sorgenti, boschi, prati e pascoli, rappresentano un habitat ideale per la crescita di numerose varietà di funghi. Dal punto di vista della fertilità e della famiglie micologiche rinvenibili, le Valli Bergamasche rientrano tra le zone di raccolta più rinomate d’Italia. A seconda dell’andamento stagionale e delle condizioni ambientali, si possono infatti raccogliere, talvolta anche in quantità notevoli: ovoli, porcini, porcinelli (neri e rossi), gallinacci, chiodini, pioppini, mazze da tamburo, prataioli e moltissimi altri, commestibili e non.

Modalità di raccolta

Abbiamo messo insieme alcuni consigli che potranno risultare utili anche ai cercatori più esperti. Nel dettaglio, vi ricordiamo che la raccolta è consentita tutti i giorni dall’alba al tramonto ed è limitata ai soli corpi sporgenti dal terreno.
Il limite massimo di raccolta giornaliera è di 3 kg a persona. La ricerca è consentita in maniera esclusivamente manuale, senza alcun attrezzo ausiliario. È obbligatoria la pulitura sommaria sul luogo di raccolta dei funghi riconosciuti commestibili. È severamente vietato danneggiare o portare via delle zolle di terriccio, poiché questo a lungo andare finirebbe per danneggiare irrimediabilmente il bosco.

Tra i divieti che ogni anno tornano all’attualità, ricordiamo:
– il divieto di raccogliere funghi decomposti;
– il divieto di raccolta nelle aree di nuovo rimboschimento (accuratamente segnalate);
– il divieto all’uso di contenitori di plastica per il trasporto dei funghi (si consigliano i classici cesti in vimini, imbastiti con felci fresche di giornata). L’uso dei cesti in vimini, oltre ad essere ormai parte della tradizione italiana, ha il vantaggio di favorire la dispersione delle spore durante la camminata.

Dove raccogliere i funghi

Per aiutarvi nella raccolta, abbiamo steso un elenco delle località che potremmo definire più generose e feconde, con indicazione delle specie di funghi più diffuse nella zona.
Si tratta ovviamente di un elenco costruito sulla base di una serie di esperienze: la presenza di un numero sempre più elevato di appassionati e di ricercatori in queste stesse zone ne è una chiara conferma.

Ecco dove recarsi principalmente e cosa trovare con più facilità.

A Branzi: Porcini, Porcinello, Gallinacci, Chiodini.
A Carona: Porcini, Porcinello, Gallinacci.
A Cusio: Porcini, Porcinello, Mazze di Tamburo.
A Dossena: Porcini, Porcinello, Gallinaccio, Mazze di Tamburo.
A Mezzoldo: Porcini, Porcinello, Gallinaccio, Chiodini, Mazze Tamburo.
Ad Oltre il Colle: Porcini, Gallinacci, Chiodini, Mazze di Tamburo.
A Piazza Brembana: Porcini, Porcinello, Chiodini, Gallinaccio, Mazze Tamburo.
A Piazzatorre: Porcini,Gallinaccio, Chiodini.
A Valtorta: Porcini, Porcinello, Chiodini, Mazze Tamburo.

La passione per l’andare a funghi è condivisa da un numero crescente di persone, anche tra le più giovani: un motivo in più per vivere il nostro territorio e, perché no, pensare ad una seconda casa proprio nelle Valli Bergamasche, luoghi di sport, relax e affascinanti paesaggi.